VERBICARO
NELLA MERAVIGLIOSA NATURA DEL PARCO DEL POLLINO
Verbicaro
è uno dei 56 paesi del Parco
(comune parzialmente nel Parco con centro abitato interno al Parco); fresco
e accogliente d'estate, quando accoglie sui suoi pianori e nei suoi boschi
visitatori fuggiti per qualche ora dalle spiagge, merita una visita in
ogni momento dell'anno: l'autunno, quando i boschi si tingono di rosso
e d'oro, l'inverno che rende le vette remote e severe, la primavera in
cui l'acqua è la protagonista assoluta.
Il
Parco Nazionale del Pollino, 196 mila ettari di patrimonio naturale
e culturale sottoposto "ad uno speciale regime di tutela e di gestione",
è uno dei nuovi parchi istituito con D.P.R. 15.11.93 in attuazione
della legge quadro n. 394/91 sulle aree protette; si estende per circa
200.000 ettari. Ne fanno parte 56 comuni, 32 dei quali appartenenti alla
Regione Calabria e 24 alla Basilicata. Costituisce quadri di vita unici
nella loro bellezza e autenticità, nel valore della loro storia,
delle loro memorie, delle loro tradizioni, della loro cultura autoctona.
E' un componimento di beni, che si possono godere come servizi resi dalla
natura conservata, tutelata e valorizzata; che si possono fruire con rispetto,
educazione e sensibilità e con profonda conoscenza della loro qualità.
A chi lo raggiunge con un viaggio a volte un po' faticoso, offre selvaggi
paesaggi rocciosi, forre e canyon di straordinaria suggestione, ovattate
faggete e pini loricati abbarbicati ai pendii più impervi, il volo
elegante dell'aquila e le tracce del lupo.
Il simbolo
del Parco Nazionale del Pollino è un albero: un grande, secolare
e contorto Pino loricato
(Pinus leucodermis), pianta di straordinario interesse e
fascino.
Il suo nome scientifico, "Pinus leucodermis" significa letteralmente "pelle
bianca" per il caratteristico colore bianco argenteo che assume il tronco
degli alberi ormai morti. La corteccia degli alberi più vecchi che
è spessa, scura e fessurata costituita da grandi placche romboidali,
quadrangolari o pentagonali ricorda la lorica, l'antica corazza a scaglie
dei legionari romani; da questa è tratto il nome volgare della pianta
"Pino loricato".
Cio' che piu' colpisce in questo
straordinario vegetale e' il tronco: tozzo, massiccio, contorto; mostra
orgoglioso i segni delle continue furiose battaglie con i venti feroci
delle cime, con le nevi e le folgori. Il portamento delle piante isolate
è plasmato dalle intemperie, si presenta spesso "a bandiera" con
la chioma tutta da un lato nella direzione prevalente del vento, col risultato
che i pini sembrano emergere, forti e possenti, ma contorti e tormentati,
dalle rupi impervie su cui sono abbarbicati. E' estremamente longevo: molti
esemplari superano i 900 anni. Da secoli sostiene una lotta titanica contro
il "Faggio", albero forte e invadente che lentamente ha spinto il pino
sempre piu' in alto.
Gli alberi ormai privi
di vita, senza corteccia, con tronchi chiari quasi bianchi non sono solo
resti inanimati e suggestivi di alberi in qualche caso millenari, ma rimangono
vere e proprie sculture, testimoni muti della storia naturale del Parco.
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